Relazione di coppia e malattia cardiaca
Anno inizio: 2013
Anno fine: ------
Ricercatore Referente: Bertoni Anna
Ricercatori: Donato Silvia, Rapelli Giada
Keyword 1: Relazione di coppia
Keyword 2: Famiglia, salute, malattia
Collaborazioni (con enti o altre università): Ospedale Maggiore di Lodi, Ospedale di Chiari, Ospedale di Seriate, Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, Istituto Auxologico Italiano Ospedale San Luca e Ospedale San Giuseppe di Piancavallo. Istituto scientifico di Riabilitazione Fondazione Maugeri (San Donato)
Obiettivi
Il progetto di ricerca intende indagare, tramite uno studio diadico e longitudinale, l'impatto della malattia cardiaca sulla relazione di coppia, e il ruolo supportivo o meno del partner nel recupero psicofisico del paziente. Si indagano vari costrutti da un punto di vista relazionale tra cui il patient engagement. Molta attenzione è posta al coping diadico e ai vari tipi di supporto del partner (iperprotezione, ostilità, supporto al patient engagement).
Metodi
La ricerca prevede la somministrazione di un questionario al paziente e al partner durante il ricovero in ospedale, in prossimità delle dimissioni ospedaliere (T0), e otto mesi dopo (T1) tramite chiamata telefonica. Alla fase attuale sono stati intercettati 335 pazienti e 104 partner nella fase di T0, 57 pazienti e 13 partner nella fase di T1. È in fase di definizione l'apertura del progetto di ricerca ad un approccio più qualitativo tramite interviste a pazienti e partner.
Risultati/risvolti operativi
I primi risultati rivelano che non è tanto la presenza del partner a fare la differenza, piuttosto è il tipo e la qualità del supporto fornito ad avere un impatto sul benessere psicofisico del paziente e sul suo coinvolgimento attivo nella cura. Il tipo di supporto fornito ha poi un impatto in termini di distress anche sul partner sano. Ulteriori studi hanno indagato il ruolo del coping diadico, inteso come la capacità dei partner di fare squadra e affrontare insieme gli eventi stressanti, su diversi fronti, sia relazionali (soddisfazione di coppia e tipologie di supporto fornito dal partner) sia individuali (aderenza del paziente e patient engagement). I risultati mostrano che l'effetto benefico del coping diadico positivo e comune sulla soddisfazione coniugale si verifica quando il distress psicologico dei partner è basso, al contrario il coping diadico negativo diminuisce la soddisfazione coniugale tra coloro che hanno alti livelli di disagio psicologico. In termini relazionali inoltre è emerso più analiticamente in un altro studio che un maggiore distress psicologico nel paziente e nel partner aumenta la messa in atto di un supporto del partner non adeguato (alto supporto iperprotettivo, alto supporto ostile e basso supporto al coinvolgimento del paziente) nelle coppie con bassi livelli di coping diadico positivo e alti livelli di coping diadico negativa. Per quanto riguarda gli effetti del coping diadico sull'aderenza del paziente cardiopatico, uno studio ha dimostrato che il coping diadico positivo percepito dal paziente aumenta l'autoefficacia del paziente, che a sua volta aumenta l'aderenza farmacologica e il patient engagement. Il coping diadico negativo invece è associato a minore autoefficacia. L'azione negativa del coping diadico negativo si verifica anche nel tempo, perchè è associato a minore autoefficacia.