Think Family, Act Family
Il 1° febbraio 2024 si è svolto il seminario a conclusione del primo anno del progetto D32 – 2022 Multifaceted FamILens, coordinato da Elisabetta Carrà.
Il titolo del seminario, Think family-Act Family, racchiude in uno slogan il senso stesso del progetto: diffondere un pensiero che assuma la famiglia come cornerstone nella pianificazione, attuazione e valutazione di interventi e politiche, affinché queste stesse diventino nella realtà capaci di promuovere il benessere delle famiglie, generando su di esse un impatto positivo.
Si tratta di indossare la lente dell’impatto familiare, ovvero il FamILens – Family Impact Lens. L’obiettivo del seminario è stato quello di enucleare le aree (approcci teorici, politiche, pratiche) dove l’approccio Think Family, Act Family è qualcosa di estremamente remoto, ipotizzare cosa lo ostacola, cosa si potrebbe fare per promuoverlo, quali sono i vincoli strutturali/normativi entro i quali è possibile una sua diffusione, quali cambiamenti applicativi ed empirici sarebbe indispensabile introdurre per la messa a terra di una riflessione e di una azione pratica efficacemente familiare.
È un obiettivo che il numerosissimo gruppo di ricercatori che partecipano al progetto si è assunto, consapevole che solo un approccio multidisciplinare avrebbe potuto renderlo possibile. Ma la multidisciplinarietà comporta innanzitutto una grande diversità di linguaggio ed è spesso proprio questa che rende difficile essere convincenti rispetto alla necessità di indossare la lente dell’impatto familiare in ambiti di lavoro molto diversi. Il risultato più importante del seminario è stato proprio quello di far emergere e mettere a confronto l’eterogeneità delle “parole” che possono essere usare per pensare la famiglia, da quelle giuridiche, a quelle demografico-statistiche, a quelle economiche, psicologiche, organizzativo-aziendali, sociologiche e del lavoro sociale.
L’incontro ha quindi offerto la possibilità ai ricercatori del gruppo di sperimentare i vantaggi dell’integrazione dei linguaggi e delle prospettive, raccogliendo stimoli e spunti per arricchire il proprio lavoro, in vista della pubblicazione dei contributi nel n. 35 di Studi Interdisciplinari sulla Famiglia che uscirà alla fine del 2024.
Il lavoro di riflessione ha fatto da sfondo alla prima fase del percorso di ricerca, che ha come obiettivo primario quello di implementare versioni ad hoc del FamILens adatte ad analizzare l’impatto familiare in quattro ambiti d’intervento in cui il gruppo di ricerca ha ritenuto fosse particolarmente importante sviluppare un approccio think-family: la mediazione familiare, un intervento che trarrebbe vantaggio dal disporre di uno strumento per misurare l’impatto delle proprie pratiche; la tutela minori, in cui spesso è difficile abbandonare un modello che vede solo i punti di debolezza delle famiglie fragili; l’assistenza domiciliare integrata che non sempre è in grado di vedere e supportare il carico di cura dei familiari e dei caregiver delle persone che vengono assistite; il management delle risorse umane in cui c’è ancora una scarsa capacità di mettere le relazioni familiari al centro delle misure di work-life balance.
Anche in questo caso, l’interdisciplinarietà dei gruppi che hanno lavorato alla predisposizione delle FamILens-checklist nei quattro ambiti è stato il punto di forza e il vero valore aggiunto che il progetto finanziato dall’Ateneo ha prodotto.