Prendersi cura dei caregivers in azienda
La pandemia ci ha resi maggiormente consapevoli del valore della salute, fisica e psicologica e dell’importanza di coloro che, malgrado l’impegno lavorativo, si sono presi cura dei propri cari, non autosufficienti o malati, pur in una condizione di forte solitudine e abbandono da parte del sistema di welfare istituzionale
Viene perciò al proposito la ricerca «For caregiver, not caregiving», condotta da Sara Mazzucchelli ed Elena Baldassari del Centro Famiglia che si è focalizzata sulla figura del caregiver. In particolare, sono stati oggetto di indagine gli interventi e le politiche realizzate dai provider e dal management in ambito aziendale per supportare i caregiver sia nei loro compiti di cura che nello sviluppo della carriera.
A tal fine sono state condotte interviste semi strutturate a dieci responsabili delle risorse umane (HR Manager) e dieci fornitori di servizi di welfare aziendale (provider) arricchite da una domanda con foto stimolo, con lo scopo di comprendere le politiche e le pratiche organizzative attuate a supporto dei caregiver, nonché la visione dei provider e degli HR sugli sviluppi di carriera dei caregiver e sulla complessa relazione tra impegno nella cura e ingaggio sul lavoro.
Le interviste sono state registrate, trascritte e analizzate mediante analisi del contenuto e, tramite il software T-LAB, per due macro-gruppi: il management delle risorse umane e i provider del welfare aziendale.
Dall'analisi è emerso che il management delle risorse umane e i provider del welfare aziendale hanno un’interazione differente con i caregiver. I primi hanno una relazione stretta con i lavoratori e conoscono i caregiver (anche in virtù della Legge 104 a loro dedicata), e possono così attivare un dialogo costante con loro, comprendendone le loro difficoltà. I secondi invece hanno una visione di insieme della popolazione aziendale e solo alcuni offrono servizi specifici per i caregiver.
È inoltre importante sottolineare come la tematica del caregiving sia, per il management HR, una questione da affrontare a livello aziendale ma anche sociale, coinvolgendo istituzioni ed enti del territorio. Dato non sottolineato, al contrario, dai provider, pur nella messa in atto di azioni di supporto al caregiver mediante l’attivazione di partnership con il settore pubblico e privato.
In conclusione, possiamo dire che, mentre fino a poco tempo fa il caregiving è stata una condizione considerata invisibile in ambito aziendale e ininfluente rispetto a competenze acquisibili mediante il compito di cura, oggi c’è maggiore consapevolezza del suo valore. È fondamentale quindi che le aziende e i provider sviluppino e diffondano una nuova cultura della cura, contribuendo alla creazione di caring company, che riconoscano le esigenze dei dipendenti caregiver e, in una prospettiva di empowerment, li supportino anche nelle loro ambizioni professionali, perché ricchi di competenze utili nel mondo lavorativo. Le aziende devono essere pronte a vedere, cogliere, e valorizzare il potenziale che la vita porta con sé.