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PMA e vissuto della coppia

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PMA e vissuto della coppia

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è un’esperienza che non tocca solo la sfera biologica, ma anche quella relazionale che ciascuna coppia porta con sé: le trame delle famiglie d’origine, la qualità del legame e il rapporto con i servizi. La presente ricerca, condotta presso la Clinica di Montichiari (ASST Spedali Civili di Brescia) su 18 coppie nella fase iniziale del percorso di PMA, si è proposta di esplorare proprio come questi livelli - familiare, diadico e istituzionale - si intrecciano nel vissuto delle coppie, indagando sia le risorse che le fatiche che li attraversano.

Nelle narrazioni delle coppie, le famiglie d’origine appaiono spesso come contesti complessi, attraversati da nodi di separazione, pesi intergenerazionali e conflitti non del tutto risolti. Il legame di coppia appare invece più solido, con il riconoscimento reciproco di bisogni e attese e la capacità di rinnovarsi attraverso le novità incontrate nel percorso di coppia. Non mancano tuttavia aree di fragilità, in particolare nella costruzione di una solida identità di coppia e nella gestione dei momenti difficili, che mettono alla prova l’equilibrio diadico ma, al tempo stesso, offrono occasioni di crescita e trasformazione.

Integrando i due livelli, è possibile osservare che se tutte le origini appaiono segnate da elementi critici, il legame di coppia è vissuto in modo più variegato: alcune riescono a rileggere la propria storia familiare in termini di continuità, risorse e trasformazione, mentre altre restano più invischiate in nodi di separazione, conflitti o pesi intergenerazionali ancora irrisolti.

In ogni caso, la PMA viene descritta come un’esperienza complessa e faticosa, segnata da incertezza, preoccupazione e timore per l’esito del trattamento. Il percorso è vissuto come un banco di prova, spesso accompagnato da vissuti di impotenza e dolore. Nel confronto tra genitorialità naturale e PMA, le coppie tendono a minimizzare le differenze, quasi a proteggersi da sentimenti di frustrazione. Tuttavia, tutte le coppie riconoscono nel loro legame uno spazio di supporto reciproco: il partner resta il principale punto di riferimento emotivo e la PMA diventa in taluni casi un’esperienza condivisa che può rafforzare il legame.

Il rapporto con i servizi di PMA appare ambivalente: accanto a vissuti di esclusione o solitudine, soprattutto da parte dei partner maschili, molte coppie riconoscono anche momenti di ascolto e di contenimento da parte degli operatori. Le coppie con legami più fecondi mostrano maggiore consapevolezza e capacità riflessiva, riuscendo a nominare con chiarezza sia le fatiche sia gli aspetti di sostegno ricevuti. Quelle con legami più critici, invece, tendono ad un rapporto più polarizzato tra idealizzazione del servizio e percezione di distanza, con maggiore difficoltà ad esprimere i propri vissuti emotivi. In modo trasversale, tutti gli intervistati riportano il bisogno di una cultura relazionale della PMA, capace di integrare la competenza tecnica con l’ascolto e il riconoscimento emotivo delle persone coinvolte.

Nel complesso, questi dati suggeriscono che la qualità della relazione di coppia modula il modo di vivere l’esperienza di PMA. La coppia resta comunque il luogo centrale in cui si gioca la possibilità di trasformare le difficoltà in occasione di crescita.

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