PMA e benessere psicologico
La letteratura psicologica ha ben evidenziato come sia la diagnosi di infertilità, sia il successivo ricorso ai trattamenti di PMA rappresentino eventi critici e potenzialmente stressanti che possono avere conseguenze importanti per il benessere psicologico dei singoli individui e della coppia, portando in alcuni casi anche allo sviluppo di un vero e proprio disagio psichico. Diversi sono i fattori che possono costituire elementi di rischio o, al contrario, di protezione.
Il presente studio si è posto l’obiettivo di indagare il benessere psicologico di 101 coppie all’inizio del loro percorso di PMA. I risultati mostrano che le donne presentano un livello più alto di sintomi ansiosi e depressivi, uno stile di attaccamento entro la coppia più disfunzionale e un maggiore stress legato all’infertilità, mostrando così maggiori difficoltà a livello di benessere individuale. Di contro, gli uomini presentano punteggi più critici per quel che riguarda le variabili relative al benessere relazionale, in particolare per quel che attiene al conflitto e alla sessualità. Inoltre, solo nel campione femminile le variabili mediche (tipo di diagnosi, livello di PMA) sembrano giocare un ruolo differenziale per il benessere psicologico. Il confronto tra partner maschili e femminili mette dunque in luce delle specificità di genere sia in riferimento ai livelli di benessere, sia per ciò che attiene ai fattori che possono impattare su tale benessere.
La ricerca ha inoltre evidenziato l’esistenza di profili differenti entro il gruppo delle donne e che in quello degli uomini, in riferimento al benessere psicologico. In particolare, per le donne emergono tre cluster definiti rispettivamente: “Resourceful women” (36.6%), ovvero coloro che presentano buoni livelli di benessere individuale e relazionale; “Weary women” (36.6%), ovvero coloro che riportano livelli moderati di fatica sul piano individuale e relazionale; “Struggling women” (26.7%), ovvero coloro che presentano una compromissione significativa a livello psicologico. Negli uomini, invece, emergono quattro cluster: come per le donne, “Resourceful men” (36.6%) e “Struggling men” (16.8%), come per le donne; “Relational men” (28.7%), ovvero coloro che presentano moderati livelli di sintomi ansiosi e depressivi e un moderato livello di stress, ma bassi livelli di preoccupazione sociale, sessuale e relazionale; “Stressful men” (17.8%), ovvero coloro che presentano i livelli più elevati di stress. In sintesi, il malessere degli uomini appare essere meno “compatto” di quello delle donne, ovvero si esprime con sfaccettature diverse. Particolare attenzione è rivolta agli aspetti relazionali, che possono fungere sia da risorsa sia da fattore critico specifico nei diversi cluster considerati.
A partire dai cluster emersi nei due sottocampioni, si è ragionato in ottica diadica, cercando di identificare dei possibili cluster di coppia. I risultati evidenziano un’associazione statisticamente significativa tra i cluster delle donne e quelli degli uomini, mettendo in luce un processo di influenzamento reciproco entro la coppia anche per quel che riguarda il benessere psicologico individuale.
Questi dati consentono due considerazioni cliniche rilevanti. In primo luogo, emerge un legame fra sintomi connessi all’infertilità, caratteristiche personali e qualità della relazione di coppia percepita. Inoltre, si evidenzia una reciprocità tra cluster femminili e cluster maschili che mette in luce una comunanza di risorse e fragilità fra i partner della stessa coppia, facendo ipotizzare come interventi a livello di coppia potrebbero essere particolarmente utili per rinforzare una relazione connotata da aspetti di che accomunano entrambi i partner.
Progetto di ricerca L’accesso alla genitorialità attraverso la Procreazione Medicalmente Assistita - G. Tamanza, A. Amoroso, F. Bonazza, M. Gennari, S. Molgora