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NEET: un profilo psicosociale

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NEET: un profilo psicosociale

Secondo la definizione fornita da Eurostat, quando si parla di NEET ci si riferisce a giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di istruzione o formazione (Eurostat, 2022). La definizione è apparsa per la prima volta negli anni '90 in Gran Bretagna (SEU, 1999). Oggi, l'etichetta si è ampliata fino a comprendere una fascia molto più ampia di giovani, in termini di età e caratteristiche.

Da qui l’esigenza di identificare dei sottogruppi (Mascherini & Ledermaier, 2016) a seconda della permanenza nella condizione e delle motivazioni che hanno portato il giovane a divenire un NEET.

I NEET rappresentano quindi un gruppo estremamente vario con caratteristiche sociali, di condizioni di vita e di storia familiare e personale molto diverse tra loro. Ciononostante, è possibile rintracciare nel fenomeno una categoria particolarmente vulnerabile al rischio di esclusione sociale dalla vita adulta tradizionale. Diversi studi hanno messo in evidenza alcuni fattori che contribuiscono alla possibilità di essere in tale condizione: variabili di disuguaglianza (economica e sociale); esperienze negative col sistema educativo; ma la variabile più influente sembrerebbe essere l’istruzione sia a livello individuale che familiare: lo status di NEET è più diffuso in famiglie con livelli bassi d’istruzione, che non essendo in grado di fornire il giusto supporto sul sistema educativo, guidano i loro figli verso scelte povere e inefficaci o verso la mancanza di scelta. Il fattore background famigliare si intreccia inevitabilmente anche con quelle che possono essere considerate caratteristiche o fattori individuali della condizione NEET.

Tra le principali cause individuali sicuramente prevale l’avere bassa autostima e autoefficacia e scarse capacità sociali (Raffe, 2010). I giovani NEET, infatti, hanno maggiori difficoltà nei periodi di transizione come il passaggio all’età adulta o quello dalla scuola al lavoro, periodi contraddistinti da incertezze, rischi e stress. Molto spesso per sfuggire a tali situazioni ricercano maggiore sicurezza e protezione in "condizioni compensatorie". Una delle più significative e diffuse, soprattutto nel nostro Paese, è la permanenza nella casa genitoriale anche in età adulta, per usufruire sia dell'assenza di rischi o sfide personali e sia della presenza, certa, di garanzie sociali ed economiche (Szcześniak e Rondón, 2012).

Emerge da questo quadro come il fenomeno dei NEET abbia natura anche relazionale e non meramente individuale così come è evidente che il problema non sia solo relativo alla sfera lavorativa ma investa l’intera condizione esistenziale del giovane.

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