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Le famiglie adottive e la sindrome feto-alcolica (FASD)

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Le famiglie adottive e la sindrome feto-alcolica (FASD)

La sindrome feto-alcolica (FASD) è una patologia legata al consumo di alcolici in gravidanza che provoca nei figli deficit nello sviluppo fisico, cognitivo e relazionale. È piuttosto diffusa, ma poco conosciuta in quanto di difficile inquadramento diagnostico vista la comorbilità e la presenza di sintomi simili ad altre patologie con le quali spesso viene confusa. L’incidenza è elevata tra i bambini in affido o adottati in prevalenza provengono dalla Federazione Russa e dai Paesi dell’Europa dell’Est.

Grazie alla collaborazione tra il Centro Famiglia e l’Associazione Italiana Disordini da Esposizione Fetale ad Alcol e/o Droghe (AIDEFAD), è stata condotta una ricerca esplorativa volta ad analizzare i bisogni delle famiglie adottive con un figlio giovane adulto portatore di FASD. È stato indagato il vissuto sia dei genitori che dei figli giovani sulle difficoltà incontrate, le fonti di sostegno, il ruolo dell’associazione e la rappresentazione del futuro. I genitori hanno partecipato ad un’intervista semi-strutturata e i figli ad un Focus Group.

Dai dati raccolti emerge il grande impatto di tale sindrome nella vita delle famiglie. Questo tema ricopre un ruolo centrale per i genitori che tendono ad attribuire le molteplici difficoltà dei figli alla FASD. La diagnosi rappresenta, anche per i figli, una linea di demarcazione da un tempo-prima descritto negativamente ed un tempo-dopo maggiormente positivo in quanto viene percepita come un riconoscimento identitario fondamentale.

I figli, pur riconoscendo le difficoltà connesse alla FASD, non ne sono totalmente assorbiti, e danno più spazio al tema dell’adozione e al legame simbolico con il Paese di origine (tanto che metà dei ragazzi ha tatuato il proprio nome nella lingua di origine). In alcuni prevalgono sentimenti di rabbia nei confronti della madre, responsabile della propria condizione, in altri è prevalente il desiderio di approfondire la propria storia adottiva.

Un bisogno comune a genitori e figli è il sostegno relazionale. Le relazioni con gli altri (famiglia allargata, amici) vengono percepite come importanti fonti di supporto, ma spesso carenti o giudicanti. In particolare, la scuola risulta essere un luogo irto di difficoltà con programmi e personale poco adeguato al caso. Cruciale è il legame con il partner, in quanto consente di condividere le difficoltà. Più critiche le situazioni dove il partner è assente o la relazione coniugale è conflittuale. Di contro, un attore sociale positivo viene, identificato nell’associazione AIDEFAD.

Per quanto riguarda infine la rappresentazione del futuro esso è percepito dai genitori come problematico e fonte di paura, mentre i figli appaiono più fiduciosi, consci delle difficoltà ma spinti dalla volontà di riuscire.

Questo progetto, il primo in Italia su questo tema, rappresenta un significativo passo nella comprensione di questo fenomeno con positive conseguenti ricadute operative.

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