La pandemia ha reso più difficile il passaggio alla vita adulta?
La pandemia ha causato diversi tipi di stress tra i quali lo stress finanziario causato da una riduzione delle entrate economiche, lo stress relazionale causato dalle limitazioni della vita sociale e familiare e lo stress per la salute propria e dei familiari. Ci siamo chiesti: questi tipi di stress, unitamente alla percezione del proprio benessere e della preoccupazione del futuro si sono modificati nel tempo? Giovani adulti, adulti e anziani hanno reagito diversamente?
La ricerca longitudinale La famiglia al tempo del COVID-19, condotta da un’équipe del Centro Famiglia coordinata da Camillo Regalia (i cui risultati preliminari relativi alla prima fase della raccolta dei dati sono reperibili nel volume La famiglia sospesa, Vita e Pensiero 2020, scaricabile gratuitamente) ha permesso di cogliere il cambiamento nel tempo nei tre gruppi.
Sono state raggiunte circa 3000 persone di età compresa tra i 18 e gli 85 anni rappresentative di quell’ampia fascia di popolazione che utilizza internet almeno una volta la settimana (circa 40 milioni di Italiani). Essi hanno risposto ad un questionario online ad aprile 2020 durante il lockdown, a luglio 2020 quando l’emergenza sembrava finita e infine a maggio 2021, con restrizioni differenti nelle regioni a seconda della diffusione del virus.
Il confronto fra le fasce di età evidenzia come gli anziani siano il gruppo che riporta lo stato migliore in tutti e tre i tempi, con i livelli più bassi di stress e ansia per il futuro e livelli più alti di benessere. Viceversa, i giovani adulti sono il gruppo che si trova nella situazione più critica caratterizzata da livelli più alti di stress e ansia per il futuro e il livello più basso di benessere psicologico in tutti e tre i tempi. Il gruppo degli adulti è più vicino ai giovani che non agli anziani. Degno di nota il fatto che durante il lockdown giovani e adulti non fossero differenti rispetto ai livelli di ansia per il futuro, mentre nelle altre due fasi i giovani riportano un livello superiore agli adulti. La sola variabile che risulta avere un andamento simile nel tempo simile nei tre gruppi è il benessere psicologico, il quale ha avuto la stessa tendenza per le tre classi di età: durante il lockdown si è registrato il livello più basso, c’è stato poi un aumento al tempo due quando si pensava che la pandemia fosse superata e una diminuzione a maggio 2021 a seguito dell’aumento del virus e le conseguenti limitazioni. La ricerca ha permesso di evidenziare un andamento dinamico durante l’evento pandemico. Se da una parte si conferma il fatto che le persone sono state duramente colpite durante il lockdown, dall’altra ci mostra come il controllo della pandemia, la sicurezza data dalle regole e la diminuzione dei contagi abbiano favorito persone un recupero del benessere e una diminuzione di ansia per il futuro.
Allarma tuttavia la situazione dei giovani per i quali la pandemia pare essere stato un evento che ha inciso significativamente sul loro percorso di transizione all’età adulta rendendolo più difficoltoso.