La longevità come risorsa. Centri per la Famiglia e anziani attivi
La longevità è ormai un tratto strutturale dell’esperienza individuale e familiare: trasforma i tempi di vita, ridefinisce i legami tra generazioni, espone a nuove fragilità (isolamento, carichi di cura, vulnerabilità economiche), ma apre anche spazi di protagonismo e partecipazione. È in questa cornice che si colloca il percorso formativo promosso da ANCI Sardegna e Regione Sardegna, coordinato dalla prof.ssa Donatella Bramanti, rivolto ai Centri per la Famiglia con un’attenzione esplicita al sostegno dell’invecchiamento attivo.
Il ciclo di incontri ha alternato lezioni-dialogo e laboratori, anche con il contributo della prof.ssa Nicoletta Pavesi e della dott.ssa Sara Nanetti, accompagnando i partecipanti lungo un filo logico che va dall’osservazione alla progettazione: a partire dalla lettura del contesto e delle trasformazioni familiari, per passare all’attenzione sulle buone pratiche come risposte situate e replicabili, giungendo infine alla co-progettazione. In particolare, la fase dedicata all’analisi della domanda ha sottolineato il passaggio da modelli direttivi a modelli collaborativi, in cui ascolto, facilitazione e mappatura degli attori diventano condizioni per far emergere bisogni e priorità reali. La fase successiva sulla progettazione partecipata ha tradotto questi elementi in strumenti operativi: definizione di obiettivi, destinatari, attività, risorse e partner, fino all’uso di strumenti di lavoro - come il quadro logico - per rendere esplicita la catena tra azioni, risultati e impatto.
Il corso ha lavorato su un’idea di welfare locale che mette al centro capacità e relazioni, dove i Centri per la Famiglia diventano snodi di prossimità in grado di intercettare bisogni emergenti e, insieme, di attivare risorse comunitarie. In questa prospettiva, promuovere anzianità attive significa non solo prevenire fragilità e solitudine, ma anche valorizzare competenze, tempi e disponibilità delle persone anziane come parte del tessuto sociale, dentro reti familiari, amicali, civiche e solidali.
I project work sviluppati dai partecipanti al percorso hanno mostrato come interventi di socialità, apprendimento e partecipazione (attività intergenerazionali e alfabetizzazione digitale) possano essere pensati non come “eventi” ma come processi sostenuti da alleanze territoriali, con una valutazione leggera ma continua orientata all’apprendimento. In questa direzione si è inserito anche il racconto della psicologa Giulia Marabelli e dell’educatrice professionale Laura Lafergola della Fondazione Fare Famiglia, che hanno presentato un caso di buona pratica centrato sull’integrazione tra anziani, famiglie e caregiver: un modello che combina ascolto e orientamento, attività di prevenzione e promozione del benessere, sostegno ai caregiver e iniziative intergenerazionali, mostrando come la longevità possa diventare una leva per rafforzare il welfare di comunità.