L'ascolto dei minori in Tribunale
La legge 26 novembre 2021, n. 206 prevede che nelle situazioni di separazione o divorzio o in qualsiasi causa civile che riguardi la regolamentazione dei rapporti tra genitore e figlio «il giudice, personalmente, sentito il minore e assunta ogni informazione ritenuta necessaria, accerti con urgenza… ed assuma i provvedimenti nel superiore interesse del minore».
Al giudice, dunque, è fatto obbligo («non delegabile») di ascolto del minore anche infradodicenne, laddove capace di esprimere la propria volontà, al fine di adottare provvedimenti relativi al minore stesso. La norma richiede inoltre che l’ascolto del minore, anticipato all’inizio della causa, sia seguito da una breve relazione da fare in tempi brevi (circa una o due settimane dopo l’audizione) ed è prevista una valutazione dell’incontro con il minore al fine di assumere decisioni in ordine al suo supremo interesse.
Il tema dell’ascolto del minore nei procedimenti giudiziari civili è quindi sempre più oggetto di considerazione. Riflessioni e confronti tra mondo giuridico e mondo psicologico hanno messo a fuoco alcuni criteri condivisi, “linee guida” e raccomandazioni tecnico-operative, soprattutto per quanto riguarda l’ascolto indiretto del minore nei procedimenti di separazione/divorzio (CTU, valutazioni dei Servizi, eccetera). Meno definiti e più eterogenei sono invece i criteri orientativi – e ancor più l’applicazione operativa relativa all’ascolto diretto del minore operato dal Giudice, eventualmente assistito dall’intervento di “ausiliari”, ovvero tecnici preparati a colloquiare con i minori.
É quindi urgente, assumendo una prospettiva sistemica, individuare modalità di ascolto che tengano conto delle specifiche vulnerabilità dei minori, e di mettere a punto tecniche comunicative adeguate al loro livello di sviluppo.
Per dare un contributo in questa linea è stato proposto da un’équipe mista (giudici, operatori giudiziari della terza Sessione del Tribunale Ordinario di Brescia, Giancarlo Tamanza e Marialuisa Gennari, ricercatori clinici del Servizio di Psicologia Clinica e Forense dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia) una ricerca-intervento finalizzata alla sperimentazione ed alla modellizzazione di una innovativa prassi di “Ascolto Giudiziario del Minore”, riguardante soggetti minorenni coinvolti in procedimenti giudiziari. A tale scopo verranno analizzati, trascritti ed elaborati con modalità qualitativa 40 ascolti.
I primi esiti della ricerca hanno evidenziato modalità molto differenti di valutare l’ascolto del minore a seconda degli attori adulti coinvolti, sia per quanto riguarda l’intervento attivo del Giudice, sia per quanto riguarda lo spazio e la responsabilità affidata al clinico ausiliario del magistrato. Ora l’équipe sta procedendo ad individuare indicatori di metodo e di contenuto volti a ottimizzare l’efficacia del dispositivo “ascolto giudiziario dei minori” e dunque a ottemperare la migliore tutela del Minore anche nella fase di un suo coinvolgimento diretto nella causa.