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Il capitale sociale delle famiglie ricostituite

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Il capitale sociale delle famiglie ricostituite

Negli ultimi dieci anni in Italia c’è stato un forte aumento delle separazioni e dei divorzi con conseguente diffusione di seconde nozze e famiglie ricostituite. Tra i molti aspetti studiati, una pista promettente è costituita dall’interrogativo su che tipo di capitale sociale possa essere rinvenuto in queste famiglie, se ve ne sia un reale deficit, dato dalla perdita di contatto col padre o madre biologica o vi siano elementi di risorsa nella rete relazionale diventata più estesa, soprattutto quando si può far leva su soggetti che fanno da ponte tra i diversi rami. Gli scenari individuati sono stati però per lo più ricavati sentendo i vari componenti della famiglia ricostituita, ma raramente tenendo conto del punto di vista dei figli.

A colmare tale lacuna si è proposto questo studio condotto da E. Carrà, M. Moscatelli C. Ferrari e C. Marzotto che mette a fuoco la riorganizzazione dei ruoli all’interno delle famiglie ricostituite e ne analizza il capitale sociale, partendo dalle narrazioni dei figli che hanno vissuto la separazione dei loro genitori e la ricostituzione della propria famiglia.

Lo studio è stato condotto su 36 soggetti (14 maschi, 22 femmine) con un’età compresa tra i 18 e i 36 anni i cui genitori avessero nuovi partner, almeno un figlio della nuova unione e la presenza di uno o più nonni biologici o acquisiti.

Sono state condotte interviste semistrutturate che includevano anche strumenti grafico-simbolici (Genogramma e Family Map) e una scala per misurare il capitale sociale, prendendo in considerazione il grado di fiducia per le figure incluse nella mappa familiare e la reciprocità analizzata rispetto al dare e l’avere relativamente ad affetto, tempo, beni materiali.

Dalle analisi condotte, tre sono i cluster di famiglie identificate. Il primo, denominato «famiglie ricostruite integrate», include famiglie con ampie reti, in cui i soggetti percepiscono la vicinanza affettiva di diverse figure familiari e la fiducia e la reciprocità nei legami sono elevate. Alto è il capitale sociale.

Il secondo cluster, denominato «famiglie ricostruite nucleari», presenta un’ampiezza della rete familiare più ridotta, caratterizzata da elementi di conflitto significativi tra le diverse figure familiari, mentre la qualità delle relazioni resta piuttosto buona. Il capitale sociale è discreto.

Il terzo cluster, chiamato «famiglie ricostruite conflittuali» sono famiglie non necessariamente di piccole dimensioni, ma con un gran numero di relazioni conflittuali. Il capitale sociale è basso e lo scambio limitato.

La ricerca condotta, dunque, mette in evidenza che non sempre le famiglie ricostituite, per lo meno quelle che hanno le caratteristiche strutturali di questo campione, hanno un deficit di capitale sociale. Esso dipende dal modo in cui si riconfigurano i legami. In particolare, vi è buon capitale sociale quando entrambi i genitori biologici sono presenti nella vita del figlio e si impegnano a legittimare entrambi i rami familiari, anche quelli acquisiti (partner, fratelli, nonni). Dall’analisi è emerso inoltre un alto grado di relazione con i nonni, e l’importanza della fratria di sangue che rappresenta la continuità del legame.

La ricerca fornisce spunti importanti per ricercatori ma anche per i professionisti che lavorano con questi tipi di famiglie per progettare interventi specifici.

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