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Il benessere dei lavoratori senior tra lavoro, famiglia e pensionamento

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Il benessere dei lavoratori senior tra lavoro, famiglia e pensionamento

Il progressivo invecchiamento della popolazione attiva costituisce una delle trasformazioni più significative del nostro tempo, con rilevanti ricadute sociali, economiche e culturali. Su questo tema si concentra l’articolo, a firma di Donatella Bramanti e Sara Nanetti, Benessere dei lavoratori senior e prospettive di transizione al pensionamento pubblicato su Salute e Società n. 2/2025.

Lo studio, collocato nel più ampio progetto Age-It – Ageing well in an ageing society, prende le mosse da un cambiamento strutturale che sta ridisegnando il mercato del lavoro: tra il 2013 e il 2023 il tasso di occupazione della popolazione over 50 in Italia è cresciuto in modo significativo, superando i 9,4 milioni di persone (Istat, 2024). Tale fenomeno non è riducibile al piano quantitativo, ma solleva interrogativi sostanziali circa la qualità dell’invecchiamento nei contesti professionali, i margini di conciliazione tra sfera lavorativa e familiare, nonché le traiettorie di uscita e le diverse forme di transizione al pensionamento.

L’articolo presenta i risultati di una ricerca empirica di natura qualitativa, condotta attraverso otto focus group che hanno coinvolto 35 lavoratori e lavoratrici senior tra i 55 e i 79 anni, appartenenti a settori occupazionali differenziati e portatori di biografie familiari eterogenee. La composizione del campione ha consentito di far emergere la pluralità delle configurazioni esperienziali, mettendo in luce la complessità delle rappresentazioni sociali legate al pensionamento e alle condizioni di lavoro nella fase avanzata della vita. Per una parte degli intervistati il lavoro rappresenta un pilastro identitario, nonché un dispositivo di continuità biografica, mentre per altri la fatica fisica, l’intensificarsi dei carichi e il mancato riconoscimento delle competenze generano disaffezione e vulnerabilità. Trasversalmente alle professioni e ai profili biografici, le relazioni intergenerazionali rivestono un ruolo cruciale: laddove i senior assumono funzioni di mentoring si osserva un incremento della soddisfazione e del senso di utilità sociale, al contrario, la mancata valorizzazione delle competenze maturate alimenta processi di marginalizzazione e anticipa il desiderio di ritiro dal mercato del lavoro.

Il pensionamento, infine, emerge come una transizione tutt’altro che lineare ben sintetizzato in quattro tipologie prevalenti (Tab. 1): i realizzatori, che vedono nella pensione un’opportunità; i resistenti, che vivono tale transizione come una perdita in contesti di fragilità economica e clinica; i rinunciatari, legati al lavoro come unica fonte di identità; infine, i resilienti, che trasformano condizioni difficili in nuove possibilità di crescita.

Tab. 1 – Prospettive sul pensionamento: quattro tipologie

Tab. 1 – Prospettive sul pensionamento: quattro tipologie

Dalle analisi scaturiscono raccomandazioni: ridurre l’intensità lavorativa con modalità graduali di uscita, riconoscere formalmente il ruolo dei senior nella trasmissione di competenze, rafforzare i sostegni familiari. L’obiettivo è promuovere un invecchiamento attivo, capace di integrare dimensione professionale, familiare e sociale. In definitiva, il contributo invita a guardare alla longevità non come a un problema o un costo sociale da gestire, ma come a una risorsa da valorizzare, attraverso politiche inclusive e attente al benessere intergenerazionale.

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