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FamILens: buone pratiche in corso

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FamILens: buone pratiche in corso

Un gruppo di ricercatori del Centro di Ateneo sulla Famiglia coordinato da Elisabetta Carrà è impegnato da alcuni anni nella applicazione, in Italia, di un modello sviluppato negli Stati Uniti per l’analisi delle ricadute delle politiche pubbliche e dei servizi sul benessere delle famiglie, denominato Family Impact. Questo modello è particolarmente interessante perché basato sull’idea che tutto ciò che viene deciso nelle politiche pubbliche, che generalmente si focalizzano sull’individuo, ha in realtà un impatto sulle sue relazioni familiari. Non tenerne conto può avere pesanti ricadute da una parte sull’efficacia delle politiche e dall’altra sul benessere della famiglia e della comunità, con l’effetto di creare o amplificare le disuguaglianze. Il modello statunitense è basato su cinque criteri che dovrebbero orientare il policymaking: responsabilizzare le famiglie, promuovere la loro stabilità, sostenere la qualità delle relazioni familiari, tenere conto della diversità tra le famiglie, coinvolgerle attivamente, promuovendo il loro networking. Si tratta di criteri che le ricerche americane hanno evidenziato come particolarmente efficaci nel promuovere il benessere delle famiglie. Nel 2020 il Centro Famiglia ha depositato domanda per la registrazione del marchio FamILens a garanzia di un patrimonio teorico e di ricerca, unico in Italia, che si è sviluppato con l’intento di applicare anche nel nostro Paese il modello americano.

Grazie ad un finanziamento triennale ottenuto da un bando dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il sostegno di progetti di particolare rilevanza culturale, ha preso avvio un progetto di ricerca, diretto da E. Carrà (Multifaceted FamILens), finalizzato ad elaborare uno strumento applicabile a vari ambiti d’intervento, per verificare ex ante, in itinere ed ex post le ricadute sulle famiglie di politiche e pratiche, facendo leva sul modello dell’impatto familiare.

Nel progetto è coinvolto un ampio gruppo di ricercatori appartenenti ad ambiti disciplinari diversi, (sociologia, psicologia, economia, statistica e pedagogia). Il primo compito sarà affrontare la questione di cosa significhi adottare uno sguardo che rimetta al centro la famiglia nei diversi campi disciplinari, dove tale approccio sia già praticato, cosa lo ostacoli, cosa si potrebbe fare per promuoverlo e quali cambiamenti sarebbero indispensabile per favorirne la diffusione. Contemporaneamente, partirà la ricerca finalizzata a sviluppare indicatori specifici di impatto familiare, che declinino i 5 criteri del FamILens in quattro ambiti d’intervento: mediazione familiare, assistenza domiciliare agli anziani, management delle risorse umane e servizio sociale nell’area delle famiglie con minori.

L’obiettivo di questa fase è quello di produrre strumenti pratici e di facile applicazione che possano essere attrattivi per gli operatori e che possano costituire un valido supporto nel programmare politiche future o modificare quelle già in atto.

Successivamente, verranno realizzate quattro survey rivolte agli operatori dei 4 ambiti d’intervento: mediatori familiari, assistenti domiciliari, assistenti sociali e management delle risorse umane. Per questi ultimi si ipotizza di realizzare anche una survey sulle famiglie beneficiarie. Per completezza del quadro verranno condotti studi di caso con l’obiettivo di fare emergere buone pratiche.

Tale ricerca è perfettamente in linea con la mission del Centro famiglia impegnato a mostrare l’importanza strategica delle relazioni familiari per il ben-essere della persona e della comunità.

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