Buone pratiche per una società longeva
La longevità connota sempre più l’esperienza di vita personale e familiare di ciascuno. Si tratta di un notevole cambiamento sia nell’esperienza di ciascuno che degli assetti sociali più generali che quindi richiede una riconsiderazione delle politiche e delle pratiche educative, puntando su un apprendimento che abbracci l’intero arco della vita dei soggetti.
L'educazione, intesa come processo formativo continuo, diventa un pilastro fondamentale per costruire una società in grado di valorizzare le persone anziane, non come "pazienti" o "consumatori", ma come risorse attive e protagoniste del cambiamento sociale, ma anche di consentire a chi ancora anziano non è di prefigurarsi una vita lunga, con adeguati gradi di benessere. Il protagonismo di ciascuno in questo senso diventa decisivo, sia all’interno delle relazioni più significative, familiari e amicali, sia nelle dimensioni pubbliche, civiche e di solidarietà.
Su questo tema ha lavorato un team di ricercatori del Centro di Ateneo, nell’ambito di un grande progetto Learning, Education, and Active Aging (LEAA) all’interno del programma Age-It, che ha posto al centro l’importanza di promuovere competenze, conoscenze e stili di vita che supportino le persone a vivere una vita autonoma e soddisfacente anche nelle fasi avanzate della vita, prevenendo le condizioni di fragilità e isolamento sociale attraverso un approccio capacitante. Attraverso un approccio interdisciplinare - pedagogico, sociologico, psicologico e clinico - il gruppo LEAA esplora il tema della longevità non solo come fenomeno demografico, ma come categoria epistemologica attraverso cui ripensare il benessere individuale e collettivo.
Tra le azioni più significative di LEAA è stata condotta, tra dicembre 2023 e maggio 2024, una mappatura delle buone pratiche di educazione per l'invecchiamento attivo. Attraverso una ricerca quali-quantitativa, sono state identificate 50 pratiche educative e formative promosse da 43 organizzazioni (amministrazioni pubbliche n. 13, associazioni di Terzo settore n. 30 e imprese n. 7) prevalentemente collocate nel Nord e Centro Italia. Le pratiche mappate affrontano bisogni essenziali, come la lotta all'isolamento, il supporto ai caregiver, la promozione dell'autonomia e l'inclusione sociale. Le iniziative sono state quindi raggruppate in tre principali profili: 1) Empowerment della fragilità: che comprende attività volte a migliorare la qualità della vita di anziani fragili e dipendenti; 2) Empowerment dell'innovazione: con iniziative orientate all'alfabetizzazione digitale e soluzioni innovative; 3) Empowerment della partecipazione: attraverso progetti che favoriscono l'apprendimento continuo e la cittadinanza attiva, stimolando il senso di appartenenza e l'impegno sociale. I risultati principali del lavoro condotto in équipe sono in via di pubblicazione sul Journal of Gerontology (a cura di Boffo, Bertani, Bramanti, Chattat, Formenti).
La ricerca che è stata presentata nel convegno Accompagnare la longevità. Buone pratiche Educative e Formative per l’invecchiamento attivo tenutosi a Firenze il 26-27 settembre 2024, con la partecipazione di numerosi esperti e professionisti impegnati nella promozione di politiche innovative per l’invecchiamento attivo, ha messo quindi in luce non solo il potenziale delle pratiche esistenti, ma anche le criticità sistemiche, come l’assenza di coordinamento tra gli attori coinvolti e la precarietà dei finanziamenti per progetti educativi e formativi. Tuttavia, ha fatto emergere con forza la possibilità di trasformare la longevità in un'opportunità, superando stereotipi e costruendo una nuova narrazione in cui gli anziani sono protagonisti non solo della propria vita ma del più esteso tessuto sociale.