Header
×
Il Centro
Ricerca
Formazione
Pubblicazioni
Il Centro
Ricerca
Formazione
Pubblicazioni

Adolescenti adottati e bullismo: a scuola i rischi aumentano

Ricerca

Adolescenti adottati e bullismo: a scuola i rischi aumentano

Tra i giovani si stanno moltiplicando forme di disagio emotivo ed esistenziale e la situazione degli adolescenti con una storia di adozione si presenta ancora più complessa e sfidante. Il contesto scolastico dovrebbe rappresentare per loro un laboratorio di inclusione e accoglienza, ma i dati raccolti dai figli adottivi suggeriscono, invece, la diffusione di episodi di marginalizzazione, isolamento e vittimizzazione da parte dei pari.

Gli adolescenti in adozione internazionale a maggior ragione possono essere esposti a un rischio maggiore per la loro differenza etnica. Questo è quanto emerge da uno studio cross nazionale condotto recentemente dal gruppo di ricerca GEAR (Group of European Adoption Research), sull’inserimento nella scuola di adolescenti nati in Paesi dell’Est Europa e adottati in quattro Paesi Italia, Spagna, Norvegia e Francia (Cáceres et al., 2024). Più della metà dei partecipanti ha riferito di essere stata vittima nei 2 mesi precedenti di episodi di bullismo a scuola da parte di coetanei: il 20% ha subito ripetuti e frequenti episodi di vittimizzazione e un altro 37% ne è stato vittima una o due volte negli ultimi 2 mesi, con molestie verbali ed esclusione sociale come forme più comuni di vittimizzazione. Queste percentuali sono in netto contrasto con quelle riscontrate nei campioni di adolescenti non adottati, in cui l’incidenza di frequenti episodi di vittimizzazione riguarda 10% ed episodi sporadici al 22%, percentuali comunque non trascurabili. Le differenze tra i Paesi di accoglienza non sono risultate statisticamente significative, suggerendo che la diffusione di episodi di vittimizzazione tra i ragazzi e le ragazze in adozione internazionale travalica i confini nazionali dei Paesi europei in cui sono stati adottati.

Tra l’altro, l’esposizione a esperienze di trascuratezza e abuso nella famiglia di nascita, l'istituzionalizzazione nei Paesi d'origine o il riscontro da parte degli altri di provenire da contesti diversi aumentano la loro vulnerabilità, riducendo in modo significativo le competenze relazionali. Inoltre, l’esperienza di essere vittima di bullismo impatta molto negativamente sul benessere psicologico attuale: infatti si è riscontrato che coloro che vivono esperienze più frequenti di vittimizzazione tra pari mostrano con maggiore frequenza di problemi emotivo comportamentali. Dunque, lo sviluppo socio-emotivo delle persone adottate non è legato solo alle loro esperienze pre-adottive, ma anche la qualità della loro vita attuale (ad esempio, le relazioni con i coetanei e un’integrazione positiva nei diversi contesti di vita) rappresenta un fattore decisivo per la prevenzione del disagio o al contrario, un fattore di rischio e sofferenza che ostacola la promozione del loro benessere psicosociale.

In Italia, per favorire l’inserimento a scuola dei bambini adottati, sono state emanate già dal 2014 ed inserite nella riforma scolastica (legge 107/15), le linee guida a livello nazionale per l’accoglienza scolastica e il diritto allo studio dei bambini adottati. Eppure, alcuni nostri dati preliminari e recenti studi (Balenzano et al., 2023) mostrano la mancanza di un piano di attuazione delle linee guida, che prevedono, ad esempio, la presenza negli istituti di un referente per l’adozione, figura responsabile della promozione e attuazione di proposte formative e informative e progetti di integrazione e valorizzazione della differenza anche tra gli alunni adottati.

È fondamentale incentivare la formazione del corpo docente in tema d’adozione e la promozione di una cultura dell’adozione scientificamente fondata affinché possa essere promosso il sostegno del percorso scolastico e il supporto all’integrazione nel gruppo classe per una prevenzione sempre più efficace dei fenomeni di bullismo e la promozione del benessere.

scroll-top-icon