Università Cattolica del Sacro Cuore

Stress da Covid-19: quale impatto sui figli?

 

L’Italia è stata uno dei Paesi più colpiti a livello mondiale dalla pandemia. Numerose e prolungate nel tempo le misure restrittive adottate per contenerla fra cui la sospensione di molte attività lavorative, di spostamenti e viaggi, di attività di gruppo e di incontri sociali, il venir meno delle attività sportive, la chiusura dei luoghi di aggregazione e delle scuole di ogni ordine e grado. Tale situazione di emergenza ha posto molteplici sfide ai genitori e ai loro figli e spinto a una riorganizzazione familiare, senza dubbio faticosa.

Un recente studio del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia che ha coinvolto 506 genitori con figli tra i 3 e i 17 anni di età, ha cercato di indagare il tipo di stress sperimentato in famiglia durante l’emergenza COVID-19. Ci si è chiesti: quanto le tensioni vissute dai genitori riguardo ai problemi lavorativi, economico-finanziari, al timore di malattia propria e/o di un familiare, alla limitazione della socializzazione, alla gestione della vita familiare, alla conciliazione famiglia-lavoro e alla impossibilità di aiutare familiari bisognosi di cure e sostegno hanno avuto influenza sulle difficoltà emotive dei figli?

Alcuni risultati ottenuti fanno riflettere. Innanzitutto, pur in un quadro che rivela una situazione generale che possiamo definire “stressante”, i genitori paiono rivolgere le loro preoccupazioni più agli altri che a se stessi: sono soprattutto preoccupati per la malattia di un familiare o di ammalarsi loro stessi e non poter aiutare gli altri familiari che ne hanno bisogno o di non riuscire a provvedere economicamente alle esigenze della famiglia. Questi fattori però, non sembrano ai loro occhi incidere più di tanto sul benessere dei figli. A influire su quest’ultimo sarebbe, invece, la limitazione della vita sociale e la difficile gestione della vita familiare. Il senso di solitudine, isolamento e il disorientamento nella routine quotidiana sperimentato dai genitori sembrerebbero depotenziare la vitalità e l’energia dei figli, che si ripiegano in se stessi.

Tale situazione parrebbe poi essere una costante nella vita delle famiglie indipendentemente dalle caratteristiche strutturali della famiglia come il fatto di avere figli piccoli o figli adolescenti. Vi sarebbe cioè un impatto uniforme, potremmo dire “pandemico”, indipendente dalla fase del ciclo di vita familiare, così come dal genere del genitore e dal numero di figli. La sofferenza nei rapporti sociali e interpersonali legata alla pandemia sembra cioè essere un fattore decisamente critico e pare colpire le famiglie in modo trasversale provocando malessere soprattutto a carico dei figli. In ottica di intervento, risulta perciò importante rispondere alle difficoltà della pandemia in modo mirato ed efficace, tenendo in debito conto gli effetti negativi dell’isolamento sociale in modo da ridurre l’impatto negativo sulla generazione più giovane.