Università Cattolica del Sacro Cuore

Sfide e risorse psicosociali di partner sani o con una malattia cronica durante l’epidemia COVID-19

 

La relazione di coppia ha rappresentato un baluardo nel fronteggiare lo stress generato dal diffondersi del COVID-19 e del conseguente lockdown: al di là degli evidenti aspetti negativi, la paura del contagio ha rafforzato il legame di coppia e aumentato il benessere relazionale dei partner, ancor più uniti contro il virus, nemico comune da combattere. Questo aspetto inaspettato nella vita delle coppie al tempo della pandemia è stato messo in luce da uno studio successivo nell’ambito di una più ampia ricerca condotta dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia sulle famiglie durante l’epidemia del COVID-19 (i cui risultati preliminari sono illustrati nel volume di Vita e Pensiero La famiglia sospesa, scaricabile gratuitamente online).

In questo caso il fuoco era puntato sulla coppia e sulle risorse psicosociali dei partner, compresi quelli che già da tempo erano alle prese con una malattia cronica, 434 su un totale di 1921 persone in coppia, che  durante la terza settimana di lockdown, dal 30 Marzo al 7 Aprile 2020, hanno compilato un questionario self-report online volto ad indagare le sfide (paura del contagio, preoccupazione delle conseguenze dell’epidemia, stress), le risorse psico-sociali individuali (la capacità di percepire gli eventi stressanti come controllabili, gestibili e dotati di senso), le risorse relazionali (la capacità di affrontarli come coppia, facendo squadra) e sociali (la percezione del supporto familiare ed amicale) e il benessere individuale e relazionale e il pessimismo rispetto al futuro.

Il coping diadico, cioè la capacità della coppia di affrontare insieme le difficoltà e le paure, si è dimostrato ancora una volta benefico per il benessere psicologico e relazionale, alleggerendo, grazie anche alla percezione del supporto familiare e amicale, il pessimismo nei confronti del futuro. Per contro lo studio ha messo in luce come le coppie già affette da una patologia cronica, forse per un rischio più elevato di contagio, si siano rilevate le più compromesse dalla situazione sia dal punto di vista fisico che psicologico, puntando il fuoco sull’importanza di interventi specifici rivolti a questi soggetti (e fornendo utili elementi da considerare nel progettarli).

Anche in questo caso, tuttavia, la paura del contagio, nonostante il momento di “prova di valore relazionale”, si è dimostrata generativa, attivando risorse che hanno spinto molti a dichiararsi molto soddisfatti della relazione con il proprio coniuge.

 

Renata Maderna