Università Cattolica del Sacro Cuore

Quando i genitori parlano d'amore


La domanda di programmi di educazione sessuale è sempre più diffusa e sono numerose le proposte in questo senso soprattutto in ambito scolastico con una sottolineatura della necessità della prevenzione dei rischi correlati a un esercizio sempre più precoce della sessualità.  I progetti dedicati ai ragazzi, tuttavia, coinvolgono i genitori solo a titolo informativo, lasciando quasi intendere che la tematica, in quanto delicata e complessa, debba essere di pertinenza dei soli esperti. In questo quadro, dunque, si rivelano di grande interesse una ricerca e un percorso formativo che hanno visto il coinvolgimento attivo dei genitori da cui emerge quanto essi siano interlocutori significativi nella relazione con i figli.

La ricerca (condotta da Maria Brambilla e Camillo Regalia del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia e da Martina Betti, laureata in Scienze Pedagogiche) ha valutato le interviste a 23 genitori riguardo all’educazione sessuale dei figli. Dalle risposte dei partecipanti è emerso che le principali necessità avvertite dai genitori sono: il bisogno di conoscere, in particolare di essere aggiornati e di trovare le parole giuste per parlare ai figli, il bisogno di riscoprire il proprio ruolo educativo in quanto genitori, il bisogno di sviluppare alcune competenze educative specifiche, come ad esempio quella di modificare il monitoraggio genitoriale e incrementare l’autonomia concessa parallelamente all’aumento dell’età dei figli, e il bisogno di confrontarsi e incontrarsi con altri genitori e adulti educanti.

Insieme al bisogno di “imparare le parole giuste”, quasi avessero la necessità di apprendere un vocabolario tecnico o scientifico, nei genitori i ricercatori hanno colto “una nostalgia di normalità”. Padri e madri confessano il desiderio di potersi parlare con i figli semplicemente, senza paure e imbarazzi, in un modo “familiare”. Per questa ragione avvertono un bisogno non solo di formazione ma anche di empowerment, mediante la creazione di reti con altri adulti educanti e soprattutto attraverso la riscoperta di un ruolo che non può ridursi ad assentire o dissentire riguardo ai programmi proposti all’interno della scuola.  

Nello stesso tempo gli intervistati, nella consapevolezza delle difficoltà, chiedono un aiuto, non per imparare a comunicare come uno specialista, ma a rientrare nel proprio ruolo, a capire come ascoltare, dialogare, come trovare ad ogni nuova fase del ciclo di vita l’equilibrio tra controllare e lasciar andare. Incontrarsi, avere fiducia in sé stessi, imparare come comunicare e pensare a cosa si vuole comunicare sono i loro obiettivi più rilevanti, gli stessi che si ritrovano nella progettazione di un percorso di accompagnamento sul tema dell’educazione affettiva, sessuale e relazionale dei figli intitolato Mamma e papà, parlatemi dell’amore realizzato da Maria Brambilla e Camillo Regalia del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia e Chiara Agostino e Daniela Frizzele, pedagogiste e conduttrici di percorsi di Enrichment familiare.

La valutazione scientifica (realizzata sia con metodologia quantitativa che qualitativa) del percorso in quattro incontri, ha mostrato che i genitori partecipanti comunicano maggiormente con i figli riguardo al tema della sessualità, hanno una maggior fiducia nel proprio ruolo educativo e hanno scoperto l’importanza non solo di dare spiegazioni ma di ascoltare e accompagnare giorno dopo giorno i propri figli. Molto interessante, infatti, è il rovesciamento di prospettiva avvenuto nei partecipanti tra il primo e l’ultimo incontro: alla fine i genitori pongono l’accento più che sul voler parlare, spiegarsi e trasmettere ai figli una lezione, sull’ascolto attento dei ragazzi, sul rispetto dei loro tempi, sulla comunicazione come attenzione ai bisogni e ai messaggi dei figli.

Renata Maderna