Università Cattolica del Sacro Cuore

Quando avere più figli aiuta

 

Essere in tanti in famiglia è un vantaggio o uno svantaggio nell’affrontare l’emergenza rappresentata dal Covid?

Una recente ricerca dal titolo Perceived changes in family life during Covid-19: The role of family size, condotta da un gruppo di ricercatori del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia cerca di rispondere a questo interessante interrogativo.

La ricerca, condotta durante la terza settimana di lockdown della primavera scorsa, ha innanzitutto cercato di fornire un quadro dei cambiamenti positivi e negativi percepiti dai genitori con figli conviventi durante il primo periodo di lockdown. Il campione è molto ampio, si tratta di 1407 genitori e i risultati sono stimolanti per più di un aspetto.

In generale ne risulta un quadro articolato fatto di luci e ombre. Le ombre sono da attribuirsi soprattutto al limitato spazio di vita che fa sentire spesso «chiusi in gabbia», isolati e costretti forzatamente a restrizioni e divieti; mentre le luci, a livello familiare, sono costituite dal fatto che si riesce a trascorrere più tempo coi figli e a utilizzarlo in attività comuni non infrequentemente di tipo ludico: un’efficace strategia per affrontare positivamente situazioni fortemente stressanti come quella rappresentata dalla pandemia.

Le relazioni familiari sono in questi casi fonte propizia di risorse e questo fatto viene ulteriormente rilevato anche grazie a un altro fattore raramente preso in considerazione: il numero dei figli.

Le ricerche che hanno preso in considerazione questo fattore spesso hanno rilevato che la presenza di più figli tende a generare più tensione e stress nei genitori. La particolare situazione generata dalla pandemia ribalta questo risultato. Le famiglie con due, tre o più figli percepiscono più cambiamenti positivi nella vita familiare durante la pandemia di quanto non percepiscano le famiglie con figlio unico: infatti esse, oltre ad apprezzare il fatto di trascorrere più tempo assieme, sentono maggiore vicinanza emotiva, riescono a comunicare meglio e si ritengono in grado di gestire in modo più flessibile la vita familiare riscoprendo nuovi valori.

Dati in controtendenza, ma non per questo inattesi, per chi ha occhi per vedere le risorse relazionali spesso silenti che si nascondono nelle pieghe dello straordinario e ancor poco conosciuto mondo del famigliare.

La relazione fraterna, troppo spesso sottovalutata, mostra qui il suo potenziale benefico messo a disposizione dell’intero nucleo familiare e mostra all’opposto il pericolo di povertà relazionale insito nei nuclei familiari a piccole dimensioni così diffuso ai nostri giorni.