Università Cattolica del Sacro Cuore

Mi sento bene nonostante l'età

 

L’importanza delle forme di solidarietà di tipo generativo, in grado cioè di promuovere sostegno alle differenze generazionali e alla coesione familiare, e dell’esperienza della gratitudine, che valorizza il positivo e riconosce il ruolo degli altri in ciò che è buono nella propria vita, emerge con evidenza da un’importante ricerca congiuntamente realizzata dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia e dell’Instituto de Estudios Superiores de la Familia (Universitat Internacional de Catalunya) sui temi dell’Ageing e della solidarietà tra le generazioni.

L’origine della ricerca, intitolata La solidarietà intergenerazionale in famiglia (Intergenerational solidarity within family), che consente di comprendere la rilevanza di nuovi assetti relazionali, oggi cruciali per il benessere delle persone (di cui ora è possibile leggere nel volume Ageing ad Intergenerational Family Solidarity, a cura di R. Cavallotti, D. Bramanti, Aranzadi 2019) risale alla sollecitazione emersa dalla Commissione europea che aveva proclamato il 2012 Anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, segnalando in tal modo la rilevanza del problema dell’invecchiamento delle popolazioni europee.

In seguito a questa sollecitazione in Università Cattolica del Sacro Cuore è stata realizzata la ricerca Non mi ritiro. L’allungamento della vita, una sfida per le generazioni, un’opportunità per la società, 2012-2014 (I Don’t Want to Be Inactive - A Longer Life: a Generational Challenge and an Opportunity for Society, Studi Interdisciplinari N°28, 2015), mentre in Spagna l’IESF ha attivato, grazie al Banco di Santander, una cattedra dedicata allo studio di lungo periodo sul tema della solidarietà intergenerazionale e la famiglia (2016-2018).

Il lavoro sui dati spagnoli ha consentito un ulteriore approfondimento sulle dimensioni degli scambi tra le generazioni e ha permesso di individuare alcune peculiarità degli anziani in Spagna, rispetto al contesto italiano. Si è confermato un orientamento alla solidarietà familiare, con scambi significativi anche per quanto riguarda trasferimenti economici e condivisione della casa, più che in Italia; mentre, al contrario, è apparso meno rilevante l’impegno volontario nei confronti di altri estranei alla famiglia, rispetto a quanto non sia documentato dal campione italiano.

Di grande interesse l’approfondimento dell’equipe italiana dal punto di vista sociologico (Bramanti – Moscatelli) sulla trasmissione dei valori (in particolare famiglia e lavoro), assunta come aspetto rilevante della solidarietà tra le generazioni, e quello dal punto di vista psicologico (Regalia – Manzi) della gratitudine come volano per il mantenimento della condizione attiva.

 

Renata Maderna