Università Cattolica del Sacro Cuore

L'invischiamento economico familiare

 

La crisi economica del 2008 ha acceso l’attenzione sulle tematiche finanziarie e, in particolare, sull’importanza di diventare esperti nella gestione del proprio denaro, un’esperienza che viene acquisita progressivamente tramite il processo di socializzazione al quale partecipano diversi agenti: oltre alla famiglia, la scuola, i pari, i social media.

Finora, tuttavia, la letteratura si è focalizzata solo sui processi di socializzazione finanziaria espliciti (purposive financial socialization), che consistono nei tentativi intenzionali messi in atto dai genitori per insegnare ai figli come gestire il proprio denaro (consigli e insegnamenti trasmessi attraverso le conversazioni), dimostrando che questo tipo di comunicazione rende i giovani adulti degli agenti finanziari più competenti (Jorgensen, Rappleyea, Schweichler, Fang, & Moran, 2017; LeBaron, Hill, Rosa, Spencer, Marks, & Powell, 2017; Serido, Shim, Mishra, & Tang, 2010; Shim, Barber, Card, Xiao, & Serido, 2010

D’altro canto di grande interesse si rivela ora l’approccio innovativo che approfondire i processi di socializzazione finanziaria familiare impliciti, cioè tutti quegli insegnamenti non direttamente inerenti il denaro, che i genitori trasmettono in modo non intenzionale e non consapevole. Attraverso le interazioni e relazioni che ci sono quotidianamente tra i membri della famiglia (family interactions & relationships), infatti, i genitori infondono nei figli un modo di fare e pensare che influenza inevitabilmente il modo in cui penseranno e agiranno in futuro rispetto al denaro.

Proprio questo secondo aspetto (tra i due messi in luce dal modello di socializzazione finanziaria proposto da Gudmunson e Danes nel 2011), è stato approfondito in alcuni contributi di una special issue dedicata alla situazione economica dei giovani adulti proposta da Margherita Lanz (Università Cattolica del Sacro Cuore) e Joyce Serido (University of Minnesota) alla rivista Emerging Adulthood , intitolata Financial instability during emerging adulthood . La special issue ha indagato, raccogliendo contributi da ricercatori provenienti da diverse nazioni, quali processi individuali, relazionali e/o contestuali contribuiscono al benessere finanziario dei giovani che si trovano a vivere, nella fase di transizione all’età adulta, una situazione di instabilità finanziaria.

In particolare lo studio realizzato sul campione italiano (Lanz, Sorgente, & Danes, 2019) ha coinvolto  oltre ai giovani anche le madri e i padri  per ottenere  risultati più precisi e complessi sulla realtà familiare.

Nello specifico, le autrici hanno deciso di condurre il primo studio quantitativo sui processi di socializzazione implicita indagando due distinti processi. Il primo è la qualità della comunicazione tra genitori e figli, in termini di apertura e problematicità della comunicazione in generale e non su specifici aspetti economici.  Il secondo processo di socializzazione implicita, sviluppato dalle autrici stesse, consiste nella misurazione del grado di invischiamento economico familiare (family economic enmeshment) che fa riferimento a un’informazione, trasmessa in modo non consapevole e condivisa tra i diversi membri della famiglia, relativa a quanto la condizione finanziaria dei figli e quella dei genitori siano “invischiate” ossia non distinte. Il costrutto di invischiamento economico è distinto  dalla dipendenza economica, che consiste in un vero e proprio scambio economico tra genitori e figli.  Poiché, infatti, ciascuna famiglia può avere un’idea diversa di quanto la condizione economica dei figli sia interdipendente a quella dei genitori e di quanto quello che appartiene ai genitori sia anche dei figli e viceversa, l’invischiamento familiare è innanzitutto un modo di pensare della famiglia: ci può essere alto invischiamento familiare (“ciò che mio è tuo”) anche se i figli non sono economicamente indipendenti dai genitori.

Dallo studio è emerso che i processi di socializzazione finanziaria familiare impliciti influenzano la condizione economica dei figli. Nello specifico, sembrerebbe che avere una buona comunicazione tra genitori e figli renda i figli più propensi ad utilizzare i genitori come modelli di gestione del denaro a cui ispirarsi e questo, di conseguenza, migliori la percezione che i giovani hanno della propria condizione finanziaria. Viceversa, l’invischiamento economico familiare sembra avere un impatto diretto sulla condizione economica del figlio. Nello specifico, alti livelli di invischiamento sembrano predire un minore reddito del figlio.

Occorrerà svolgere studi longitudinali per verificare se effettivamente vivere in una famiglia in cui i confini economici non sono ben definitivi non sproni il figlio a darsi da fare, portandolo a guadagnare meno dei suoi pari.

Renata Maderna