Università Cattolica del Sacro Cuore

Coppie in crisi: ricucire è possibile


Dire che “il matrimonio è l’unione di due persone che imparano a perdonarsi” potrebbe sembrare una di quelle frasi ad effetto che ogni tanto ascoltiamo o leggiamo a proposito di relazioni di coppia. Ma gli studi condotti all’interno del Centro d’Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia hanno ampiamente mostrato, in linea con la ricerca internazionale, che questa frase non è uno slogan, bensì un’affermazione fondata e documentata empiricamente (F.G. Paleari, C. Regalia, F.D. Fincham, Measuring offence-specific forgiveness in marriage: The Marital Offence-specific Forgiveness Scale (MOFS), «Psychological Assessment», 21 (2), 2009, pp. 194-209; F.G. Paleari, C. Regalia, F.D. Fincham, Marital quality, forgiveness, empathy, and rumination: A longitudinal analysis, «Personality and Social Psychology Bulletin», 31 (5), 2005, pp. 1-11).

All’interno della dinamica di coppia, infatti, il perdono assume un ruolo centrale, poiché rappresenta una strategia per rilanciare nuovamente il legame grazie al dono di una nuova scommessa di fiducia verso il partner e la relazione (C. Regalia, S. Pelucchi, F.G. Paleari, Due prassi generative: perdono e gratitudine, in Centro di Ateneo di Studi e Ricerche sulla Famiglia, a cura di, La generatività nei legami familiari e sociali, Vita e Pensiero, Milano 2017, pp. 181-202).

Ma, si badi bene, il perdono rappresenta tutt’altro che una veloce strategia di bonifica volta a dimenticare le emozioni negative collegate a un’offesa o a un torto subiti, ma un processo che, nella sua verità e completezza, richiede tempo, fatica e anche una dose di capacità nel saper leggere e gestire le proprie emozioni, il cui esito non è affatto scontato. Nel suo recente contributo Camillo Regalia (Ci perdiamo o ci perdoniamo? Il perdono nella coppia, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2018) evidenzia come ci siano diverse forme di perdono inadeguate o di pseudo-perdono (il perdono distaccato, il perdono ambivalente e il falso perdono), mentre il perdono completo (inteso come capacità, da un lato, di superare e di stemperare le reazioni emotive e comportamentali di rifiuto, di svalutazione  e di vendetta nei confronti  del partner offensore e, dall’altro, di sviluppare atteggiamenti e condotte volte al suo bene) rappresenta una meta che si può raggiungere solo nel tempo e al costo di un laborioso percorso personale e interpersonale. Ma la buona notizia è che il perdono completo, seppure impegnativo, può essere effettivamente raggiunto e portare a migliorare la qualità del legame e del benessere personale e della coppia.

Una particolare attenzione nel tempo è stata dedicata a uno dei fattori che la letteratura ha evidenziato come cruciale dell’intero processo, ossia la presenza di comportamenti conciliatori del partner offensore: l’ammissione di responsabilità, la sincerità delle scuse e le azioni riparative sono fattori determinante per il perdono. Il ruolo di chi provoca dolore e sofferenza è da poco tempo al centro dell’attenzione degli studiosi. In tal senso i recenti studi condotti dal Centro d’Ateneo hanno indagato la posizione del perdono in relazione al partner offensore attraverso il costrutto del perdono di sé. Essendo, infatti, caratteristica del legame l’interdipendenza delle emozioni e dei pensieri della coppia, il rilancio della fiducia a fronte dell’offesa non può avvenire in modo sbilanciato solo da parte del partner vittima, ma necessariamente richiede anche il contributo del partner offensore (C. Regalia, S. Pelucchi, F.G. Paleari, Due prassi generative: perdono e gratitudine, 2017, cit.). È a questo livello che si colloca il perdono di sé.

Gli studi condotti hanno mostrato, infatti, come la capacità dell’offensore di perdonarsi riducendo la presenza di emozioni negative per aver fatto soffrire il partner aumenta il benessere relazionale non solo del partner offensore ma anche del partner vittima (S. Pelucchi, F.G. Paleari, C. Regalia, F.D. Fincham, Self-forgiveness in romantic relationships. It matters to both of us, «Journal of Family Psychology», 27 (4), 2013, pp. 541-549).

Similmente a quanto avviene a livello interpersonale, anche per il perdono di sé bisogna distinguere tra forme più o meno autentiche. Il reale perdono di sé non comporta mai la negazione e/o giustificazione di quanto commesso, ma la piena assunzione di responsabilità dell’errore. Il perdono di sé è quel processo che aiuta il partner offensore a uscire dalla spirale di emozioni e di condotte negative nei propri confronti per riscoprire o riattivare pensieri e sentimenti di sé più positivi e improntati alla speranza. Anche in questo caso il processo personale interagisce con le azioni concrete messe in atto nel rapporto. Diventa dunque determinante per il perdono di sé la presenza di azioni riparative nei confronti del partner: più il partner offensore attua comportamenti riparatori verso il partner vittima più sarà in grado di perdonarsi (S. Pelucchi, F.G. Paleari, C. Regalia, J. Karremans, Expanding research on selfforgiveness toward a dyadic perspective: The role of interpersonal forgiveness by the victim, in E.L. Olsen, ed., Forgiveness: Social Significance, Health Impact and Psychological Effects, Nova Science Publishers, 2015, pp. 151-170).

Gli studi condotti hanno mostrato, infatti, come la capacità dell’offensore di perdonarsi, riducendo la presenza di emozioni negative per aver fatto soffrire il partner, aumenta il benessere relazionale non solo del partner offensore, ma anche del partner vittima (S. Pelucchi, C. Regalia, F.G. Paleari, F.D. Fincham, Self-forgiveness in romantic relationships. It matters to both of us, 2013, cit.).

Una linea di ricerca recente, infine, sta indagando il ruolo del perdono nelle situazioni più problematiche della vita di coppia, come quelle caratterizzate dalla violenza esercitata da un partner, quasi sempre il maschio, nei confronti dell’altro. Uno studio (A.C. Baldry, V. Cinquegrana, C. Regalia, E. Crapolicchio, The complex link between forgiveness, PTSD symptoms and well-being in female victims of intimate partner stalking, «Journal of Aggression, Conflict and Peace Research», 9 (3), 2017, pp.230-242) ha evidenziato che in queste situazioni critiche, non perdonare il partner, la strategia spesso suggerita alle donne vittime di violenza per la propria sopravvivenza, in realtà sembra peggiorare le loro condizioni di salute e di benessere.