Università Cattolica del Sacro Cuore

L'economia, la misericordia e le sue opere

È disponibile in libreria il quarto volume della collana "Studi" del Centro di Ateneo per la Dottrina sociale della Chiesa, curato da Silvia Vanoni e intitolato L'economia, la misericordia e le sue opere. Contributi della Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore per l'Anno giubilare 2016.

Dalla Prefazione di Evandro Botto

I due termini che si trovano affiancati nel titolo di questo volume – “economia” e “misericordia” – non sembrano aver molto a che fare l’uno con l’altro, almeno se si bada alla communis opinio, ma anche alle teorie economiche che ancora vanno per la maggiore. Secondo queste ultime, come secondo il modo di pensare oggi prevalente, le “virtù” richieste per operare in modo efficiente ed efficace nella sfera economica sarebbero ben diverse dalla misericordia. La norma-pilota alla quale improntare gli atteggiamenti e i comportamenti economici sarebbe infatti rappresentata dalla massimizzazione del benessere materiale e dell’utilità individuale; di conseguenza, ad imporsi come “ingredienti” indispensabili per la riuscita economica non sarebbero soltanto la ponderazione, il coraggio, la creatività, la fiducia, ma anche – almeno in qualche misura – l’assenza di scrupoli, la spregiudicatezza, la capacità di “non guardare in faccia a nessuno”. 

Sebbene tale orientamento di stampo neoliberista, che scava un fossato incolmabile tra economia e misericordia, risulti ancora ampiamente diffuso nella cultura e nella pratica correnti dell’economia, non si può negare che vada crescendo la consapevolezza della sua insufficienza, della sua inadeguatezza a render conto della complessità della vita economica e del suo senso. 

Sono infatti ormai numerosi i tentativi di superamento del paradigma “economicista”; e le direzioni in cui essi si sviluppano sono eterogenee. Ma un loro tratto comune può essere forse ravvisato nella tensione al recupero di una visione dell’economia e delle virtù economiche fedele all’etimologia stessa del termine “economia”: una visione che comporta la cura dell’insieme, la sollecitudine per il bene della “casa” (oikos), e non semplicemente la ricerca e la coltivazione del proprio individuale benessere; una visione che comporta perciò il riferimento ad una regola, ad una “legge” (nómos), ad una misura di giustizia capace di convogliare verso il bene di tutti e di ciascuno la produzione, la distribuzione e il consumo, non limitandosi ad affidarli al libero gioco delle forze in campo.

È indubbio che questo sforzo di “riabilitazione” dell’originaria relazionalità e dell’intrinseca eticità proprie dell’idea di “economia” – sforzo che vede oggi coinvolti filosofi, economisti e scienziati sociali, di provenienza anche molto diversa – converga con quanto costantemente affermato dalla dottrina sociale della Chiesa. Per quanto tale convergenza non venga per lo più riconosciuta, l’insistenza sulla connotazione morale dell’economia e sulla necessità che essa concorra a promuovere la dignità della persona umana e il bene di tutta la società costituisce innegabilmente uno dei motivi ricorrenti del magistero ecclesiale in materia sociale. 

Va osservato tuttavia che la dottrina sociale della Chiesa non si ferma a questo punto, non si accontenta cioè di far valere le esigenze della giustizia anche in campo economico, mostrando come esse siano costitutivamente inerenti alla sfera stessa dell’economicità. Essa va oltre, spingendosi ad affermare che «la giustizia da sola non basta»; che, anzi, «può condurre alla negazione e all’annientamento di se stessa»; e che dunque, «in ogni sfera dei rapporti interumani», la giustizia «deve subire, per così dire, una notevole “correzione” da parte di quell’amore, il quale – come proclama san Paolo -  è “paziente” e “benigno”; o, in altre parole, porta in sé i caratteri dell’amore misericordioso» e perciò «è capace di restituire l’uomo a se stesso» (Giovanni Paolo II, Dives in misericordia. Lettera enciclica sulla misericordia divina, 30 novembre 1980, nn. 12 e 14).

È in questa traiettoria – nella traiettoria di un possibile superamento dell’estraneità, non solo tra l’economia e la giustizia, ma più radicalmente tra l’economia e la misericordia – che si collocano i contributi raccolti nel presente volume. 

Originariamente approntati per la felice occasione di una serie di incontri a più voci, promossi dalla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica nell’ambito dell’Iniziativa d’Ateneo per l’Anno Giubilare “La Misericordia e le sue opere”, gli scritti che seguono rappresentano una significativa documentazione di come un lavoro di ricerca su nodi cruciali dell’economia, che si sviluppi nel dialogo rispettoso tra ambiti disciplinari diversi e nel comune ascolto delle suggestioni provenienti dal magistero sociale della Chiesa, possa contribuire a «far crescere una cultura della misericordia, basata sulla riscoperta dell’incontro con gli altri: una cultura in cui nessuno guarda all’altro con indifferenza né gira lo sguardo quando vede la sofferenza dei fratelli» (Francesco, Misericordia et misera. Lettera apostolica a conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia, 20 novembre 2016, n. 20).