Università Cattolica del Sacro Cuore

La morte del cardinale Etchegaray

 5 settembre 2019

Appresa la notizia della morte del Card. Roger Etchegaray, per quindici anni Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, il Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa ne ricorda con gratitudine la figura, riproponendo i testi francese e italiano della testimonianza con cui venne aperto il seminario internazionale "Péguy, un intruso in Università?", tenutosi in Università Cattolica nel dicembre 2014.

Charles Péguy

“intrus” en Université ou en Paroisse ?

Avons-nous dans la mémoire le martèlement cadencé de ses grands vers ? Ils disent des choses si simples et si profondes que pour toujours ils vous accompagnent dans la vie, au rythme d’un pas de fantassin infatigable. Œuvre sans rivages. Œuvre inclassable mais d’une fraiche actualité. Œuvre sujette à la diversité d’exégèses aux arêtes bien acérées et aux fondements très solides.

Péguy ne se réduit pas à tel ou tel cliché de sa vie, à telle ou telle strophe de son œuvre. Il faut le prendre tout entier, tel qu’il est. Péguy à n’en plus finir ! Mais ce qu’il nous enseigne peut se concentrer en une vérité évangélique : plus il y a de Dieu, plus il y a de l’homme. Le mystère de l’Incarnation est le leitmotiv de toute sa vie : « un Dieu homme, un homme Dieu ».

***

Aucune des deux tentations de l’Eglise, privilégier l’éternel sur le temporel ou engloutir le premier dans le second, ne saurait trouver traces chez lui. J’aime son « anticléricalisme » de bon aloi : « Nous naviguons constamment entre deux bandes de curés laïcs qui nient l’éternel du temporel et de curés ecclésiastiques qui nient le temporel de l’éternel. » Un chrétien, voilà, en définitive, ce que Péguy a voulu être tout simplement. Sans se lasser, il contemple les merveilles de Dieu dans l’histoire des hommes, et son génie poétique déploie cette prière en nappes de beauté. Urs von Balthasar l’a bien dit : « Péguy est indivisible. Il l’est grâce à un enracinement dans les profondeurs, là où monde et grâce se rencontrent et se pénètrent jusqu’à être indiscernables. »

Péguy, un intrus ? Nulle part ou partout … quand Dieu et l’homme se tiennent la main.

Charles Péguy

“intruso” in Università o in Parrocchia?

Sono felice di rispondere al tema insieme così profondo ed attuale di radunarsi su Charles Péguy intruso in università o, aggiungerei io, in parrocchia, dato che io stesso sono un prete, sono un curato.

Ecco cosa offro a voi, cari partecipanti, venuti da ogni luogo ma tutti amici di Peguy e per questo motivo miei amici.

Abbiamo nella memoria il martellamento cadenzato dei suoi grandi versi ? Essi dicono cose così semplici e così profonde che per sempre vi accompagnano durante la vita al ritmo di un passo da fantaccino infaticabile. Opera senza argini, opera inclassificabile, ma di una fresca memoria, di una fresca attualità. Opera soggetta alla diversità degli esegeti, dai contorni precisi, affilati e dai fondamenti molto solidi.

Io direi che Péguy non può essere ridotto a questo o quel cliché della sua vita, a questa o quella strofa della sua opera. È necessario prenderlo tutto intero così come è. Péguy non finisce mai! Ma quello che ci insegna si può concentrare in una verità evangelica : più c’è Dio, più c’è l’uomo. Il mistero dell’incarnazione è il leitmotiv di tutta la sua vita: «un Dio uomo, un uomo Dio».

Aggiungerei anche questo pensiero che mi è molto caro: nessuna delle due tentazioni della Chiesa – privilegiare l’eterno a danno del temporale o inghiottire il primo dentro il secondo – non possono trovare traccia in Péguy. Mi piace quello che si è chiamato il suo “anticlericalismo” di buona lega; anche mio padre era credente, praticante tutte le domeniche, ma un buon anticlericale!

Ecco cosa diceva Péguy: «Noi navighiamo costantemente tra due bande: di curati laici che negano l’eterno per il temporale e di curati ecclesiastici che negano il temporale per l’eterno[1].» Un cristiano, un cristiano ecco in definitiva, quello che Péguy ha voluto essere molto semplicemente.

Instancabilmente, egli contempla le meraviglie di Dio nella storia degli uomini e il suo genio poetico distribuisce questa preghiera attraverso pagine di bellezza. Urs von Balthasar, un teologo svizzero morto alla vigilia dell’essere fatto cardinale e che io ho ben conosciuto lo ha ben detto: « Péguy è indivisibile. E lo è grazie a un radicamento nel profondo, là dove il mondo e la grazia si incontrano e si penetrano vicendevolmente fino ad essere indistinguibili[2]. »

Péguy, ritorno al titolo del vostro incontro, Péguy è un intruso ? In nessun luogo o, direi meglio, ovunque è un intruso!… quando Dio e l’uomo si tengono la mano.

Ho scritto queste righe in francese perché Péguy, per me,  non può che essere letto in francese. Mi scuso per aver parlato nella mia lingua ma sono felice che anche qui in Italia molti amano quest’uomo straordinario he sapeva fare il legame tra l’uomo e Dio.

                                                             † Roger cardinale Etchegaray

 

[1] C. Péguy, Véronique – Dialogo della Storia e dell’anima carnale, p.xxxx

[2] U.v.Balthasar, Grazia, xxxx