Università Cattolica del Sacro Cuore

Il centro

Direttore: prof. Evandro Botto

 

«Scopo principale del centro è di approfondire e promuovere la dottrina sociale della Chiesa, svolgendo attività scientifiche, di base e applicate, sul pensiero sociale cristiano e sulle opere sociali di ispirazione cristiana, in rapporto alle tematiche più rilevanti per la società contemporanea e mediante un metodo di lavoro interdisciplinare, orientato sia all'analisi teorica sia al versante applicativo dello studio» (dallo Statuto).


Il Centro, nato nel 1991 con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana e rinnovato nel 2007 in sintonia con gli indirizzi del Progetto culturale orientato in senso cristiano, promuove:

  la conoscenza della dottrina sociale della Chiesa e delle sue risorse, tuttora largamente inesplorate

  il suo sviluppo, in rapporto alle questioni più rilevanti per la società contemporanea

•  la valorizzazione delle molteplici forme di operosità sociale a essa improntate

 

I progetti di ricerca, sviluppati da professori e ricercatori dell’Università Cattolica in collaborazione con studiosi di altre università italiane e straniere, sono caratterizzati da una prospettiva multidisciplinare, con particolare attenzione non solo al magistero sociale della Chiesa e alla teologia, ma anche alla filosofia, alle scienze sociali e alle scienze umane in genere. Come sottolinea Benedetto XVI nella Caritas in veritate,

«La dottrina sociale della Chiesa, che ha “un'importante dimensione interdisciplinare”, può svolgere, in questa prospettiva, una funzione di straordinaria efficacia. Essa consente alla fede, alla teologia, alla metafisica e alle scienze di trovare il loro posto entro una collaborazione a servizio dell'uomo. È soprattutto qui che la dottrina sociale della Chiesa attua la sua dimensione sapienziale. Paolo VI aveva visto con chiarezza che tra le cause del sottosviluppo c'è una mancanza di sapienza, di riflessione, di pensiero in grado di operare una sintesi orientativa, per la quale si richiede “una visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali”. L'eccessiva settorialità del sapere, la chiusura delle scienze umane alla metafisica, le difficoltà del dialogo tra le scienze e la teologia sono di danno non solo allo sviluppo del sapere, ma anche allo sviluppo dei popoli, perché, quando ciò si verifica, viene ostacolata la visione dell'intero bene dell'uomo nelle varie dimensioni che lo caratterizzano. L' “allargamento del nostro concetto di ragione e dell'uso di essa” è indispensabile per riuscire a pesare adeguatamente tutti i termini della questione dello sviluppo e della soluzione dei problemi socio-economici» [Caritas in veritate, 31].