Università Cattolica del Sacro Cuore

Verità, democrazia, diritti

Con il suo insieme coerente di «principi di riflessione, criteri di giudizio e direttive di azione», radicati in una ben definita e fondata concezione dell'uomo, la DSC può offrire un contributo decisivo alla costruzione di quell'etica pubblica e della relativa produzione giuridica, al di fuori delle quali - nelle condizioni di pluralismo esasperato, tipiche del nostro mondo - risulterebbe difficilmente realizzabile una convivenza sociale ordinata e fruttuosa.

Il Centro intende verificare tale ipotesi di lavoro, muovendosi in una triplice direzione.

1) In primo luogo si mira a mettere più precisamente a fuoco i termini in cui la stessa DSC va ripensando il suo tradizionale patrimonio e il suo possibile apporto, in ordine alla ridefinizione di un quadro di valori socialmente condivisi e di una legislazione capace di tradurli in una cornice normativa coerente.

2) In secondo luogo, si vuole operare una ricognizione attenta e una ragionata valutazione delle prospettive teoriche più rilevanti, che oggi si contendono il campo a riguardo dei possibili lineamenti di una buona società, o di una società giusta. Particolare attenzione dovrà essere prestata alla varietà degli atteggiamenti che tali teorie assumono nei riguardi delle fedi religiose - di quella cristiana in particolare - e del contributo che esse possono portare all'edificazione di un giusto ordine sociale; in proposito, non si potrà ignorare l'esistenza - accanto a concezioni equilibrate della «laicità» dello Stato - di forme rinnovate di «laicismo», che ritengono la democrazia incompatibile con l'affermazione di qualsiasi verità o valore non effimeri ed edificabile soltanto sulla base di presupposti di tipo relativistico.

3) In terzo luogo si procederà a delineare le possibili convergenze e sinergie tra le categorie, i criteri e le direttive prospettate dalla DSC e i modelli teorici, le ipotesi progettuali e le soluzioni normative avanzate da filosofi, scienziati della società, politologi e giuristi. Si tratterà in particolare di verificare - con specifica attenzione al contesto europeo, ma senza escludere con ciò implicazioni più vaste - la possibilità di mettere a fuoco piattaforme non necessariamente «minimali» di negoziazione pubblica, soprattutto in ordine a questioni cruciali come quelle inerenti alla vita, alla famiglia, o a nozioni-chiave quali appunto quelle di «democrazia» o di «diritti umani».

Responsabile scientifico: prof. Evandro Botto